venerdì 10 settembre 2010

Nothing's gonna change my world.

Oggi ti ho visto e non capisco più niente di quello che faccio.
E allora mi dispiace, ma vaffanculo.
Ma ti pare che uno ti entra così nella vita e te la sconvolge tutta? No. Cioé. Vaffanculo.

giovedì 12 agosto 2010

Concorsi.

Ma tanto lo sanno tutti che la cosa che meglio mi riesce è fuggire.
Niente. Io proprio non ho le palle per rimanere qui ed affrontare tutti e tutto. Figuriamoci. Per cui divento isterica - che novità -, prendo tutti i miei soldi in banca - stanno finendo, ma che bellezza - e comunico agli autori dei miei giorni che ho intenzione di trascorrere la fine di agosto dallo zio.
Che bella idea fuggire dall'altra parte del mondo.
E Miss Cogliona 2010 è vinto ufficialmente dalla sottoscritta.

venerdì 6 agosto 2010

Clarity.

No, non voglio uscire con te. E no, non voglio venire a guardare un film sul senso della vita. E no, non ci vengo a vedere la tua università dimmerda.
Forse non ti è ben chiaro che non verrei a far niente con te. Non, soprattutto, se passo i miei momenti liberi ad andarmene a spiare lui, che è una cosa che fanno solo le persone patetiche.
Però sai cosa ti dico? Sì, sono patetica. E sì, forse hai ragione quando dici che dovrei smetterla di andargli dietro, visto che mi ha piantata quattro mesi fa e anche per colpa mia, volendo essere chiari. Ma non ci posso fare niente, okay?
Quindi la prossima volta che mi chiedi dove sono stata, ti arriva qualcosa addosso. Ma farti un chilo di cavoli tuoi no, eh?

giovedì 5 agosto 2010

Mumble.

Syd Barrett cantava: Waiting for someone or something to show you the way.
E io sto aspettando. E io sto scoppiando.
Non so cosa mi prenda. Non so cosa voglio. Ma non voglio questo.

sabato 31 luglio 2010

Just a little pin prick .

The child is grown
The dream is gone
And I have become
Comfortably numb.
Pink Floyd - Comfortably Numb.

Spin.

Oggi sono serena, ma così serena come non mi capitava da troppo che non posso fare a meno di scriverlo dovunque.

martedì 20 luglio 2010

Sfogo #1

Parafrasando Salinger e usando tutti i francesismi di questo mondo: Ma che cazzo te ne fai dei tuoi fottutissimi successi quando nella vita di tutti i giorni sei un coglione?
E lo direi a molti. Lo direi, soprattutto, a quelle stupOnde persone che cercano in mille mila modi di farsi amici cani e porci per farsi recensire a manetta.
Cioè. Qui non commento, dato che è da secoli che succede e, sinceramente, a me questa cosa fa solo che ridere, sinceramente eh.
Mi girano, per la precisione, quando tutto questo crea un effetto a catena.
Ovvero.
1. Gente che io non conosco mi rompe i cosiddetti - modero il linguaggio, va', che mica sono uno scaricatore di porto, più o meno - e mi chide di leggere le proprie storie. E mi assicura che, ehi, sono bellissime, anche perchè io ho letto tutto di Shakespeare.
Ma cosa c'entra? Ma che cosa cavolo c'entra che hai letto Shakespeare tu, poi, che mi scrivi in un italiano correggiuto e completi ogni frase - senza neanche ricordarti il mio nome - con un tv1kdbxs. Eeeeeeh??
2. E qui il senno va sulla luna, buon viaggio Astolfo. La cosa che più mi da fastidio. Sentire persone che dentro hanno qualcosa, che hanno un talento che, boh, ma dove cazzo le trovi persone così?, ma comunque, dicevo, sentire queste personcine stupende che no, non sono ipocrite, che no, non sono delle leccaculo, che no, non hanno intenzione di mettersi al centro dell'attenzione per ricevere delle recensioni in più, e che cavolo, devo dire che cosa mi dicono, sennò non la finiamo più, e che mi dicono che loro, con la scrittura, vogliono chiudere.
E perché? Perché sono pochi quelli che leggono. Eccerto che sono pochi se tutti sono preoccupati di seguire quello o quell'altro perché così dopo tu segui me. Eccerto.
Cazzo, se nessuno legge per chi scrivi? Perché è vero che si scrive per sé, ma, sinceramente, se non fosse stato per le persone meravigliose che mi hanno spronato a continuare, io, oggi, sarei su una panchina a caso, con una penna a caso, e un moleskine a caso e scriverei di quanto, in effetti, mi sento scoppiare perché non riesco a comunciare meglio che scrivendo.
Ed è questa la verità.
Ed è questo che succede. Che già tre persone mi hanno detto che basta, vogliono smettere, perchè cosa scrivono a fare se poi non possono comunicare?
E io loro le capisco.
Capisco un po' meno gente che legge Shakespeare e, nello stesso tempo, carta straccia di persone che non sanno quale sia la differenza tra "e" ed "è".
Sia ben chiaro. Non parlo da scrittrice, visto che non lo sono. Sono solo una a cui piace lasciar correre i pensieri, ma penso che tra me e Marquez ci sia un burrone. Io parlo da lettrice e questo sì, lo sono.
Duh.
Sfogo finito.
E' questo il bello di avere un blog.